Imparare la lingua dei segni italiana all'Università Ca' Foscari Venezia

Forse non tutti sanno che LIS significa lingua dei segni italiana. Fino a poco tempo fa, anche io conoscevo questo argomento in modo molto generale. Certo, sapevo che le persone sorde utilizzano la lingua dei segni, infatti alcuni telegiornali vengono trasmessi con l’interprete di LIS. Mentre studiavo presso l’Università di Roma la Sapienza, mi è capitato di assistere ad alcune lezioni dove era presente in aula l’interprete di LIS, perché una ragazza sorda frequentava i miei stessi corsi. A volte durante la lezione mi distraevo cercando di capire la corrispondenza tra i segni dell’interprete e le parole del professore.

Immagine dipinto di Chuck Baird

"Art No. 2" dipinto di Chuck Baird

Questa lingua mi ha sempre incuriosito, soprattutto perché richiede grande espressività corporea e coordinazione. Così, quando ho iniziato a collaborare con VEASYT, ho deciso di frequentare le lezioni del corso di LIS del primo anno, tenute dal professor Gabriele Caia (profilo Università Ca' Foscari Venezia / canale Youtube) presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Ho cominciato a frequentare le lezioni molto in ritardo e per questo non sono ancora capace di esprimermi in modo completo, ma questa lingua meravigliosa mi ha subito appassionato.

Certo, mi sfuggono tantissime cose e molto spesso capita che il professore faccia una battuta che fa ridere tutta la classe… tranne me che, purtroppo, non ho capito! Mi è anche successo di arrivare a lezione e di non trovare nessuno in aula: la volta precedente il docente aveva detto che non ci sarebbe stata lezione e io, di nuovo, non avevo capito. Questi sono inconvenienti molto comuni per chi frequenta lezioni in lingua straniera.

Immagine lezione di LIS con Caia

Il modo in cui si svolge una lezione in lingua dei segni, però, è completamente fuori dal comune. Prima di tutto in classe regna un silenzio quasi surreale. Infatti, quando in cattedra c’è il professor Caia, usare la voce è vietatissimo: dobbiamo esprimerci solamente con la lingua dei segni e dimenticare le nostre voci perché, per lui che è sordo, i suoni non significano niente. Un altro aspetto del tutto straordinario è il modo in cui il docente riesce sempre a farsi capire, pur non potendo usare una grandissima varietà di segni, visto che in classe siamo quasi tutti principianti.

Per il resto, le lezioni si svolgono secondo le modalità tipiche di ogni lezione in lingua: il professore spiega il lessico, la sintassi, i numeri, i modi di dire, soffermandosi su quali segni sono più usati di altri e perché; a queste spiegazioni seguono tante esercitazioni in aula e filmati che illustrano scene della vita di ogni giorno, naturalmente tutto in lingua dei segni.

Durante queste lezioni è impossibile rimanere in disparte e non farsi coinvolgere, perché le spiegazioni sono particolarmente avvincenti e, spesso, anche molto divertenti. Inoltre, il docente fa partecipare sempre tutti, tenendo alta l’attenzione con domande “a raffica” e con il suo carisma. Per il momento, io non riesco a partecipare attivamente, come vorrei…ma spero di fare qualche progresso il più presto possibile!

 

di Alice Fasano
Laureata in Design e Storia dell’Arte, attualmente iscritta al corso di Laurea Magistrale in EGArt a Ca' Foscari.
Ha lavorato come giornalista e assistente curatrice per mostre di Arte Contemporanea.
Profilo Linkedin: https://it.linkedin.com/in/alice-fasano-188b14107
 

 

VEASYT offre la possibilità di guardare la traduzione di questo articolo in LIS a cura di Veronica A., interprete di italiano - LIS (lingua dei segni italiana):

Perché traduciamo gli articoli del blog in LIS?